Arriva l'estate. Stagione dalle mille calure espressive: corpo, sentimenti, emozioni. È un “mentre, uno stare ma, allo stesso tempo, un trascorre onirico”. 

Immaginatevi in spiaggia, al bar, passeggiare, il suo sguardo che incrocia il vostro. Un attimo, basta un sospiro, un gemito, per capire gli obiettivi e le aspettative di serata che poi si trasformano in giorni e pensieri languidi. Fin qui pare la tipica trama estiva di “estate bollente” oppure “come te nessuno mai” o meglio ancora “andrà oltre ferragosto” ma... immaginatevi il vostro sguardo, caldo, profondo, che accarezza e spoglia il suo corpo... non essere ricambiato, se non con una gelida e passiva espressione di “mai sarà”.

Prima di correre sul nostro shop e fare acquisti compulsivi, fermatevi un attimo. Dedicate almeno una mezz'ora del vostro tempo, allo struggimento di un amore mai nato e subito perduto. Questo è il mito, la leggenda, la smania per eccellenza, un passaggio fondamentale nella vita di ognuno di noi, per poter dire in maniera veritiera “ho sofferto per amore”.

Ecco che sotto il sole rivedete l'oggetto del desiderio, lo bramate, nella vostra testa si aprono scenari possibili... ma lo sguardo del vostro sogno onirico è altrove. Cosa fare? Cosa farebbero i Greci? L'amore, come lo raccontano i greci è struggente. Non è sentimento, è di più.
Allora fermi. Facciamo finta, di avere in mano “L'amore prima di noi” di Paola Mastroccola e trasformiamo la nostra estate in altro, purché non sia commedia.

L'amore è eccesso. La storia di Fedra, liberamente tratta da “L'amore prima di noi” di Paola Mastroccola

L’eroe della vicenda è il bellissimo Ippolito, figlio di Teseo e dell’amazzone Antiope, che fa voto alla Dea della caccia, Artemide, di eterna fedeltà promettendole, incautamente, di non pensare ad altra donna. Ma Afrodite, Dea dell’amore, ne rimane offesa e insinua nel cuore di Fedra, seconda moglie di Teseo, un amore folle e incontrollabile nei confronti del figliastro.
Fedra, respinta, si ammala d’amore, consumandosi fin quasi a morirne. La nutrice fa sapere a Ippolito che la sua padrona lo aspetta trepidante e che solo lui le potrebbe ridare la voglia di vivere ma il casto giovane, anche sapendo che è la moglie di suo padre, si rifiuta, devoto solo ad Artemide e dispregiatore dell’amore.
Fedra, non corrisposta, s’impicca ma in una sua mano stringe un biglietto in cui accusa della sua morte Ippolito incolpandolo di averla violentata. Teseo, al colmo dell’ira chiede al Dio Poseidone di uccidere il figlio, che intanto del tutto invano cercava di professare la sua assoluta estraneità ai fatti. Viene espulso dal paese e un leone marino fa impazzire i cavalli che lo trascinano a morte. Muore e resuscita grazie ad Artemide, per diventare poi, alla fine dei suoi giorni, una costellazione: il segno in dell'Auriga.

Come esprimere una passione che non trova neanche un nome?

Tacere è impossibile. Ma parlare è un rischio, la parola storce ogni sentire, lo sottomette al dominio della chiarezza. Per questo ci sono sentimenti che dovrebbero restare inespressi, perché sono al di là di ogni possibile espressione. Inevitabilmente Fedra confessa alla sua nutrice qualcosa che si avvicina al vero, ma che lo tradisce: dice di amare Ippolito. Parole troppo scarne, troppo chiare. Le aprono un baratro.
La verità trova le sue vie, è acqua tra le pietre. La verità è fragile, va protetta... Le parole una volta che sono uscite riempiono il mondo, lo cambiano. E certi amori, hanno bisogno di non essere mai parola.
Un amore comprende, nel disegno, non lascia fuori. Fedra ha solo provato a immaginarlo, quell'amore, quando ha visto Ippolito.
Ma è amore quando si sogna che il tempo si dilati e prenda l'universo intero?

Da Fedra a Narciso è un attimo! Trova la giusta vibrazione con Fun Factory

I miti sono quel che resta dopo la dimenticanza, la rovina, il tempo che passa. Per questo sono eterni, perché sono al fondo di noi. Narrano di amori, di gelosie, di vendetta, di dolore, passione, raccontano la nostra più profonda sostanza di essere umani transitori, cosi attaccati alla vita, cosi amanti.

E per amare se stessi, senza essere Narciso serve Cupido? Amorino può bastare!

Amorino il moderno dio dell’amore

Nell’antica Roma quando Cupido arrivava con arco e frecce, trafiggeva i cuori e scoppiava l’amore. Il Cupido moderno dispone di armi differenti. Quando l'elastico stimolante e flessibile unisce le forze con le curve delicate di questo mini vibratore, sbocciano momenti di pura passione. Sia la superficie in morbido silicone che la banda stimolante di Amorino, ispirano attimi di piacere.
Delicatamente teso fra le estremità del vibratore, l'elastico in silicone stimola la clitoride, il monte di Venere e le labbra vaginali. Questo piccolo dettaglio assicura livelli di eccitazione davvero speciali. Quando si utilizza in vagina o per via anale è sufficiente rimuovere l'elastico giallo. La punta leggermente ricurva trova facilmente il punto G o P, mentre il bulbo sull'estremità inferiore stimola la clitoride o l'ano.
All’interno Amorino è straordinariamente supportato da una tecnologia delicata, ma potente. Il motore, grazie ai suoi 6 ritmi e alle 6 intensità di vibrazione, ti porterà con facilità e sicurezza ad un nuovo apice del piacere. L'elegante pulsantiera color oro si controlla con la semplice pressione dei pulsanti a sfioramento. Ciò che veramente cattura di Amorino, sono i colori seducenti e moderni: rosa e petrolio, con un luminoso elastico stimolante giallo neon.

Ecco ora puoi volgere lo sguardo altrove ed esplorare nuove vie estive :)