Come raccontano il desiderio, la passione, il piacere, il sesso le scrittrici donna?

L'erotismo narrato da un punto di vista femminile, in cosa di differenzia?

Attenzione! Non parleremo di Cinquanta sfumature di grigio di E L James, best seller internazionale, neanche di Anne Descos, conosciuta ai più con lo pseudonimo di Pauline Réage, che scrisse Histoire d'O, nel 1954. Entrambi i libri sono accomunati da donne, cosi innamorate, da scegliere di essere possedute come nuda proprietà, sodomizzate, fustigate, per piacere di chi?
Di lui? Per il piacere personale, perverso, di appartenenza? È un immaginario erotico che merita un approfondimento a parte.

No, oggi parliamo di una donna, scrittrice, poliedrica, che nel sesso ha affermato, mostrato, svelato, il piacere di un erotismo anche e soprattutto, femminile.

Anaïs Nin: la narrazione erotica nella letteratura novecentesca

Anaïs Nin è stata una tra le personalità femminili più affascinanti, ambigue e controverse del panorama letterario novecentesco. Ad oggi, è conosciuta come una delle maggiori scrittrici erotiche di tutti i tempi. Nin ha dedicato la maggior parte dei suoi scritti allo sdoganamento della sessualità femminile, allora nemmeno presa in considerazione.

«Era convinto che prima o poi nella vita una donna dovesse essere una puttana. Pensava che ogni donna, sotto sotto, desiderasse essere una puttana per una volta nella vita e che quest'esperienza le fosse utile. Era il modo migliore per conservare la sensazione di essere femmine.»

Sempre in perenne equilibrio, tra santa e puttana, quanto la donna è libera di godere del sesso senza giudizio di valore? Se non il proprio, di giudizio e di valore, verso sé. Vediamo se un'analisi su Anaïs Nin può aiutarci a sciogliere il nodo sul quale ogni intima consapevolezza femminile deve essere perennemente indagata.

Chi era Anaïs Nin? Tra esasperazione e ricerca di una nuova identità di genere

La sua attività di scrittrice comincia negli anni ’30 e procede fino alla fine degli anni ’70, momento della sua morte. Con la scoperta e la narrazione dell’erotismo, Anaïs ha sconvolto il pubblico letterario e possiamo anche dirlo, in un certo senso, ha anticipato le lotte femministe sessantottine. Uno sguardo acuto, ribelle e lungimirante, forse poi esasperato e offuscato dalla costante ricerca e dalla “rottura degli schemi” a tutti i costi.

«La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione.»

Anaïs Nin nasce a Neuilly-sur-Seine, in Francia, il 21 febbraio del 1903, da genitori cubani. Assolutamente controverso il rapporto con il padre, con il quale la Nin ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali consenzienti, descritti nel testo Incesto, pubblicato soltanto postumo nel 1985. Oltre i moralismi, la scrittrice ancora un volta sfida l’opinione pubblica con un racconto che ha dello sconvolgente. L’obiettivo di Anaïs, è una costante analisi del tema sessuale. Per l’autrice, l’indagine sul sesso è infatti inscindibilmente legata ad una ricerca sull’anima.

«Il sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione meccanicistica. Diventa una noia.» 

Amore, sesso, amanti, bissesualità, poliamore

Strumento privilegiato per scoprire l’inconscio è stata per la Nin la psicoanalisi, alla quale lei stessa si è sottoposta. Con il suo psicoanalista, Otto Rank, allievo di Freud, la Nin ha anche avuto una storia. Una delle tante relazioni extraconiugali intrecciate dalla scrittrice per combattere la noia e la claustrofobia causatele dal matrimonio, contratto quando era soltanto ventenne. Tra le sue liaison amorose, particolarmente intensa fu quella con i coniugi June Mansfield e Henry Miller. Entrambi furono amanti della scrittrice che toccava definitivamente le sponde del “poliamore” .

Ricerca erotica, dispersione letteraria

Ciononostante, non ha mai ottenuto il successo e la visibilità desiderata: ben quattro dei suoi nove libri sono stati pubblicati quando era ancora in vita, da lei stessa. Troppo precoce per i temi trattati e ritenuta oscena nella società di allora, in quella contemporanea, la sua forza erotica è troppo esasperata e dispersiva?

Ad ognuno il proprio giudizio. Come si dice... la morale dice, la coscienza sa.